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Il vero Ju Jitsu

September 21, 2015

L'origine del Ju Jitsu, o Ju Jutsu per i tradizionalisti, si perde nelle nebbie del tempo. Cercando online si trovano racconti differenti. C'è chi sostiene che l'arte marziale sia stata importata dalla Cina da un maestro di origine cinese. C'è chi concorda sull'origine cinese, ma ne assegna la fondazione a un maestro giapponese. C'è chi ritiene sia nato e si sia sviluppato esclusivamente in Giappone. C'è infine chi chiama in causa il mitico Bodhidarmha, il precursore di tutte le arti marziali orientali.

Quella che preferisco è la leggenda del salice, perché infonde un'aura di filosofia e misticismo alla nascita della nostra amata arte marziale e ne spiega anche il principio fondante.

 

Tutte le versioni della storia, però, cominciano ad allinearsi quando si raggiunge il XVI secolo, periodo nel quale si hanno notizie certe e documentate sullo sviluppo del Ju Jitsu. Fin da allora, la "dolce arte" era divisa in scuole, o Ryu, nelle quali ciascun maestro approfondiva i propri metodi e le proprie tecniche, con il fine di sconfiggere le scuole rivali. Questo sistema aveva un aspetto chiaramente bellico, legato alle continue lotte fra i signori feudali del tempo. Il sopraggiungere del periodo dello shogunato Tokugawa, che portò relativa pace e prosperità al Giappone, non cambiò l'atteggiamento di rivalità ormai radicato nei maestri del Ju Jitsu. Non potendo più combattere sul campo di battaglia, i Ryu iniziarono a confrontarsi in privato. Nacque la pratica del Dojo Arashi (tempesta sul dojo), in cui gli allievi di una scuola si recavano presso un dojo rivale per combattere e verificare quale stile fosse superiore.

 

 

Durante la Restaurazione Meiji, il jujitsu ebbe un momento di disgrazia e dalle sue ceneri sorsero altre arti marziali, pensate non più come tecnica di combattimento, ma più come metodo educativo. Prima fra tutte fu il Judo kodokan di Jigoro Kano.

 

Oggi il jujitsu è diffuso nel mondo e mantiene, a differenza del Judo che è codificato pressochè univocamente a livello mondiale, le suddivisioni in Ryu che hanno caratterizzato la sua storia. C'è ancora una grande competizione su chi abbia la conoscenza del ju jitsu più aderente allo stile originale, su chi mantenga i principi che ne sono alla base meglio, su chi abbia tecniche più efficaci.

 

Qual è allora il vero Ju Jitsu? Come può un allievo affidarsi a un maestro con la certezza di stare imparando la vera dolce arte.  La risposta, per me, è che non esiste una scuola superiore a un'altra. Nessuna pratica il vero Ju Jitsu e tutte lo praticano. Non esiste un Ju Jitsu giusto e uno sbagliato. Il Ju Jitsu è la definizione di un approccio al confronto con l'avversario, è l'applicazione del concetto di cedevolezza o dolcezza al combattimento. Ogni stile, ogni Ryu, ha il suo modo di applicarlo, ha spostamenti e linee proprie, ha tecniche che lo valorizzano.

 

Lo stesso si può dire di ciascuno di noi. Per quanto le tecniche siano comuni, il corpo umano sia uguale per tutti, ognuno ha il proprio modo di eseguire le tecniche, ha linee e spostamenti personali. Ognuno ha il proprio stile di Ju Jitsu.

 

Il Ju jitsu è più di un'arte marziale, è una filosofia di vita.

 

Buona pratica a tutti.

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