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Che la forza sia con voi

November 16, 2015

 

Nelle arti marziali, generalmente, si tende ad allenare quattro componenti prestazionali fondamentali dell’atleta:

  • La forza

  • Il cardio

  • L’equilibrio

  • La resistenza

 

Ovviamente, a seconda della disciplina, si tenderà poi a sviluppare anche altre capacità dell’atleta, quali la mobilità articolare, l’allungamento muscolo-tendineo, la precisione e così via, ma questi quattro rappresentano i fondamenti su cui costruire il miglioramento delle perfomances specifiche del praticante.

 

Oggi tratteremo l’argomento forza nella pratica dello judo e del JuJitsu.

 

Possiamo definire la forza muscolare come la capacità motoria dell'uomo che permette di vincere una resistenza o di opporvisi con un impegno tensivo del o dei gruppi muscolari. (T. Bompa, 2011 - Fonte )

 

A seconda dei principi biologici coinvolti possiamo, poi, suddividere la forza muscolare in

 

Forza massimale, la forza più elevata che il sistema neuro-muscolare è in grado di esprimere con una contrazione volontaria, in risposta ad una resistenza.

 

Forza rapida, la capacità del sistema neuro-muscolare di superare resistenze con elevata rapidità di contrazione.

 

Forza resistente, la capacità dell'organismo di opporsi alla fatica durante prestazioni di forza nel tempo.

 

Questi tre tipi di forza, differiscono sia per gli aspetti fisiologici sia per il metodo del loro sviluppo, ma ciò che è essenziale sapere è che sono tra loro correlate, nel senso che una carenza di forza massimale implica una considerevole riduzione prestazionale delle altre due forme di forza dell'atleta,  così come un eccessivo allenamento nella forza massimale può ridurre la forza veloce e la capacità tecnica (Verkhoshansky, Y.V. 1986  - Fonte ).

 Allora, come ne usciamo? Avendo come obiettivo l’allenamento dei diversi tipo di forza, considerandolo come un tutt’uno e non con come la somma di pezzi intercambiabili. Infatti, a un judoka o a un ju-jutsuka occorrerà la forza massimale per creare lo squilibrio o per “caricare” uke , la forza rapida per poter effettuare la tecnica  nel minor tempo possibile, e forza resistente per poter far fronte alla richiesta di mantenimento dell’efficienza motoria e muscolare nel tempo.

 

Non esiste la ricetta magica applicabile indiscriminatamente a tutti gli atleti, e molte delle credenze diffuse riguardo lo sviluppo muscolare sono – in realtà – prive di fondamento, quindi non è detto che gli esercizi a corpo libero non siano in grado di incrementare la forza, così come non è vero che uno sviluppo della cosiddetta massa sia controproducente per lo sviluppo della forza veloce (basti pensare ai velocisti, o ai giocatori di football americano). Un allenatore capace e preparato deve essere in grado di dosare e miscelare come un abile alchimista i diversi allenamenti delle diverse tipologie di forza, così da creare lo schema ideale per ogni atleta o per ogni gruppo di atleti.

L’allenamento della forza deve essere sempre e comunque funzionale alle necessità muscolari dell’arte marziale praticata e mai fine a sé stesso; da ciò deriva che andranno privilegiate brevi sedute di allenamento a lunghissime sessioni da maratoneta, in modo da consentire un corretto recupero muscolare e di avere il tempo (e la voglia…) necessari allo studio e alla pratica dell’arte.

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