March 20, 2017

February 10, 2017

January 16, 2017

Please reload

Recent Posts

I'm busy working on my blog posts. Watch this space!

Please reload

Featured Posts

Allenamento cardio vascolare

March 21, 2016

 

Dopo aver affrontato l’argomento forza, occupiamoci della seconda componente prestazionale fondamentale nella preparazione di un praticante di arti marziali: l’allenamento cardiovascolare, che può essere definito come il miglioramento della capacità del sistema cardiovascolare a portare sangue e,  quindi, ossigeno ai muscoli.

Quello che comunemente  viene identificato come “fare il fiato” è esattamente l’allenamento 

cardiovascolare, attività intuibilmente complessa perché coinvolge e riguarda gli apparati 

respiratorio,  muscolare e cardiocircolatorio.

E’ immediato pensare alla situazione di assoluta incapacità motoria riscontrabile quando si va in debito di ossigeno: il cuore non è più in grado di portare sangue ben ossigenato ai muscoli, la “macchina” si blocca e – semplicemente - non ci si muove più.

Il condizionamento della funzionalità cardiovascolare sarà ovviamente diverso  a seconda del tipo di sforzo muscolare richiesto e, per quanto riguarda il praticante di JuJitsu, sarà necessario sviluppare la capacità fisiologica di portare una buona ossigenazione al sistema muscolare non tanto in maniera costante (sforzo aerobico puro, quale la corsa di lunga durata) ma in  maniera funzionale all’andamento assolutamente irregolare dello tipo di sforzo sportivo che lo porterà a lavorare spesso sulla soglia anaerobica; il JuJitsu, infatti, prevede l’utilizzo di tecniche di percussione portate sia con gli arti inferiori che superiori, sbilanciamenti, ribaltamenti, proiezioni e cadute,  oltre che frequenti cambiamenti di ritmo. Ecco che, allora, appare molto più consono un  allenamento ad alta intensità con intervalli di recupero (HIIT), nel quale si alternano cicli di lavoro a intervalli di recupero. Senza entrare nello specifico, l’allenamento cardiovascolare che interessa al praticante di JuJitsu deve essere finalizzato all’ottenimento dei  seguenti risultati fondamentali:

1. aumento della capacità dei polmoni di incamerare ossigeno

2. incremento della capacità cardiaca, intesa come quantità di sangue che il muscolo cuore 

riesce a pompare in un determinato lasso di tempo

3. innalzamento della soglia del lattato, consentendo di lavorare ad  intensità maggiore senza raggiungere la frequenza cardiaca massima  

4. la messa in atto di alcuni cambiamenti enzimatici e metabolici in modo da ottenere il 

massimo del beneficio dal recupero attivo

5. diminuzione della sensazione di fatica mentale

Purtroppo,  anche in questo caso, la ricetta per l’allenamento perfetto non esiste: puntare 

eccessivamente sul lavoro di tipo aerobico ha come contropartita la perdita di massa muscolare, che al praticante di JuJitsu occorre sia per gli scopi più sopra descritti, ma anche e soprattutto perché più massa muscolare significa maggiore efficienza metabolica; altresì, attribuire eccessiva importanza all’allenamento muscolare di tipo  anaerobico non consentirebbe un sufficiente coinvolgimento dell’apparato cardiovascolare nel suo complesso e comporterebbe una riduzione della capacità di far fronte a sforzi muscolari di lunga durata. Sarà compito del preparatore atletico riuscire a combinare le varie opzioni di allenamento per trovare, come un abile alchimista d’altri tempi, la giusta “pozione” adatta ad ogni singolo atleta.

Please reload

Follow Us