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Le vie del pennello e della spada

January 21, 2016

Ho scelto l’argomento di questo articolo perché mi ha sempre affascinato e ritenevo che il suo approfondimento fosse di interesse per chi, come noi, coltiva l’interesse per il ju jitsu e i relativi contorni storici e culturali.

Al contrario di quello che mi aspettavo, però, è stato difficile capire cosa io volessi scrivere, quale messaggio inviare. L’argomento, la relazione fra lo shodo (via della calligrafia) e il kendo o kenjutsu (via o arte della spada), nella mia idea iniziale avrebbe dovuto vertere sulle radici storiche di questo parallelo e sull’importanza che la casta guerriera dei Samurai le attribuiva. Più cercavo però le parole e più mi sfuggivano. Ho fatto una ricerca sul web per trovare fonti di ispirazione e mi sono imbattuto in alcuni articoli che ne parlavano, sia in termini storici che in chiave più moderna. Leggere però non mi è stato d’aiuto perché, se da una parte consolidavo i concetti che volevo esprimere, dall’altra aveva sempre maggiori difficoltà nello scriverli.

 

Dopo alcuni giorni di riflessioni, ho capito quale fosse il nodo cruciale: il messaggio che avevo in testa non era quello che nel cuore sentivo importante. Infatti sotto la superficie si nascondeva un concetto fondamentale non solo per la filosofia orientale di ispirazione Buddista, ma anche per il mio modo personale di vedere le cose. E si sa che è sempre difficile parlare di cose che ti toccano da vicino.

 

Bunbu-ryōdō in Giapponese può essere liberamente tradotto come: “Il pennello e la spada

 devono andare d’accordo”.

 

Questo era il modo con cui i Samurai indicavano il fatto che c’era un legame stretto fra la via della spada e quella della calligrafia. Infatti, era la prassi per gli appartenenti alla casta guerriera allenarsi con uguale disciplina in entrambe le arti, diventandone parimenti maestri. Non a caso, anche noti maestri di arti marziali, quali Miyamoto Musashi o Ueshiba Morihei, sono anche noti come grandi esponenti dello shodo.

 

Ma qual è il legame fra le due vie? Esiste una tecnica che le accomuna?

 

La risposta è no. Non è questione di tecnica, ma di spirito. Come nella spada, così con il pennello, ogni tratto deve essere tracciato con la massima decisione come se da quel movimento dipendesse la propria vita, ponendo nel movimento della mano il 100% dell’intenzione, lasciando che il proprio aiki, l’energia del nostro spirito, fluisca attraverso di noi e si imprima sul foglio. Così come nella spada non si può tornare indietro, anche con il pennello non è possibile correggere un errore, né tornare indietro per completare un tratto rimasto incompleto.

 

È l’essenza stessa del bushido. Vivere la vita in ogni istante, senza ritrosie o esitazioni.

È il qui e ora del Buddismo, l’esaltazione del presente quale unico vero momento significativo, racchiuso fra un passato ininfluente e un futuro inesistente.

 

Noi siamo in questo istante ed è adesso che dobbiamo vivere, ogni momento come se fosse l’ultimo. Così dovremmo vivere. Così mi piacerebbe vivere.

E a voi?

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